Le orecchie lunghe del beagle non sono solo un tratto estetico: aiutano l’olfatto, ma li espongono anche a rischi specifici.
Le orecchie del beagle sono tra i tratti più riconoscibili e amati della razza, morbide, lunghe, sempre pronte a ondeggiare a ogni passo. Ma dietro quell’aspetto tenero si nasconde una funzione precisa, sviluppata nei secoli per un unico scopo: la caccia.
Dal punto di vista anatomico, le orecchie del beagle sono classificate come “a pendaglio” o “drop ears”: cadono lungo i lati della testa, con una forma arrotondata e un bordo anteriore che si piega leggermente verso la guancia.
Non sono a punta né erette come quelle di altre razze, ma pieghevoli e non troppo spesse, caratteristica che permette loro di muoversi liberamente mentre il cane corre o annusa.
Beagle, la combinazione tra olfatto e udito
Ed è proprio nell’olfatto che le orecchie del beagle giocano un ruolo sorprendente. Durante l’inseguimento di una traccia, le orecchie lunghe oscillano avanti e indietro, sfiorando il terreno e “spazzando” letteralmente le particelle di odore verso il naso.
Questo meccanismo, sviluppato per la caccia alla lepre in gruppo, aiuta il cane a concentrare gli odori nella zona del muso, rendendo il fiuto ancora più efficace. Non è un caso che anche le labbra carnose del beagle contribuiscano allo stesso obiettivo, smuovendo ulteriori tracce olfattive verso le narici.
Per quanto riguarda l’udito, il beagle possiede una capacità uditiva ben sviluppata, anche se le orecchie lunghe e cadenti, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non la potenziano in modo particolare, anzi possono in parte attutire i suoni che arrivano da lontano.
Molti proprietari, del resto, conoscono bene il fenomeno della cosiddetta “udito selettivo” del beagle: perfettamente in grado di sentire un richiamo, ma spesso troppo assorbito da un odore interessante per rispondere.
Le orecchie del beagle: punti deboli
C’è però un rovescio della medaglia in questa caratteristica estetica tanto amata: proprio perché lunghe e pendenti, le orecchie del beagle coprono il canale uditivo e ostacolano la circolazione dell’aria, creando un ambiente caldo, umido e poco ventilato, terreno ideale per la proliferazione di batteri e lieviti.
Si stima che circa un beagle su cinque sviluppi almeno un episodio di otite nel corso della vita, un dato che rende questa razza tra le più predisposte a problemi auricolari.
Per prevenire fastidi e infezioni, gli esperti raccomandano una pulizia regolare, circa ogni due o tre settimane, con prodotti specifici indicati dal veterinario, prestando attenzione a non inserire nulla in profondità nel canale uditivo.
Controllare periodicamente arrossamenti, cattivo odore o eccesso di cerume permette di intervenire prima che un semplice fastidio si trasformi in un’infezione dolorosa.
