Beagle nell’arte: il segugio diventa immortale

Beagles – Fathers Of The Pack di John Emms, uno dei principali dipinti dedicati ai beagle

La fortuna del beagle, anche come soggetto artistico, inizia nell’epoca vittoriana: ecco chi sono gli artisti che lo trasformano in una star.

Il beagle come lo conosciamo oggi prende forma nell’Inghilterra dell’Ottocento, nello stesso periodo in cui la pittura di animali, e in particolare quella dedicata ai cani da caccia, vive la sua stagione più fortunata. Non è un caso che i ritratti più celebri della razza portino la firma di artisti attivi proprio in quegli anni: la nascita del beagle da esposizione e la nascita della moderna pittura canina camminano fianco a fianco.

La committenza arriva soprattutto dall’aristocrazia terriera e dai circoli venatori, che chiedono ai pittori di immortalare le proprie mute per celebrare il prestigio dei canili di famiglia. In questo contesto il beagle, piccolo, agile e instancabile nella caccia alla lepre, diventa un soggetto ricorrente accanto a foxhound e harrier.

John Emms, il pittore che viveva tra i canili

Tra gli artisti che hanno dedicato più attenzione alla razza beagle figura John Emms, pittore inglese vissuto tra il 1843 e il 1912, cacciatore egli stesso e frequentatore abituale delle mute di foxhound, buckhound e beagle della New Forest, dove si trasferì con la famiglia. La sua opera Tomboy, a beagle in a landscape ritrae un singolo esemplare immerso in un paesaggio naturale, con quella pennellata sciolta e diretta che caratterizza la sua produzione matura.

Emms firma anche Beagles, Fathers of the Pack, un dipinto dedicato ai capostipiti di una muta, a testimonianza di quanto la genealogia canina fosse presa sul serio quanto quella umana negli ambienti della caccia vittoriana. In una delle sue tele, oggi ricordata anche grazie a un episodio del programma statunitense Antiques Roadshow, un gruppo di cuccioli di beagle attende paziente il latte munto da una mucca in una stalla. Questa piccola scena di vita quotidiana è raccontata con la stessa cura riservata ai grandi ritratti ufficiali.

Maud Earl, la ritrattista prediletta dalla Corona

Figlia d’arte del pittore sportivo George Earl, Maud Earl (1863, 1943) è considerata una delle più autorevoli ritrattiste di cani di razza della sua epoca, tanto da lavorare su commissione per la regina Vittoria e per la regina Alessandra. Il suo dipinto Sussex Pocket Beagles ritrae una piccola varietà della razza, oggi scomparsa, un tempo allevata proprio per la sua taglia ridotta e per la maneggevolezza in battuta.

Earl compare inoltre tra gli autori della serie The Sportsman’s Year, dodici tele pubblicate come incisioni e dedicate ai mesi dell’anno venatorio: quella di gennaio, intitolata A Check, ha per protagonisti proprio i beagle, ritratti nel momento di stallo della muta durante l’inseguimento della preda. La formazione ricevuta dal padre, che le fece studiare l’anatomia di cani, cavalli e persino scheletri umani prima di lasciarle toccare i colori a olio, spiega la precisione quasi scientifica con cui i suoi soggetti vengono restituiti sulla tela.

Henry Barraud e la muta di Sua Maestà

Un capitolo a parte merita Henry Barraud, pittore inglese specializzato in scene di caccia, autore del dipinto Mr Maynard and Her Majesty’s Beagles. L’opera ritrae il maestro di muta intento a gestire i beagle reali, in un’epoca in cui possedere e allevare una muta di alta qualità rappresentava un vero e proprio status symbol per la nobiltà inglese.

Dipinti come questo raccontano un aspetto essenziale della storia della razza: documentano la struttura sociale della caccia in muta, con il maestro di canile come figura centrale, responsabile della selezione, dell’addestramento e della gestione quotidiana di decine di cani.

Dalla tela al fumetto: il beagle conquista la cultura popolare

Se l’Ottocento consegna il beagle alla grande pittura sportiva, il Novecento lo trasforma in un’icona pop attraverso un mezzo completamente diverso. Il cane più famoso della storia del fumetto, protagonista della celebre striscia Peanuts creata da Charles Schulz, appartiene infatti proprio a questa razza.

Dalle mute reali immortalate da Barraud ai piccoli Sussex Pocket Beagles di Maud Earl, la storia dell’arte custodisce un ritratto fedele di come il beagle sia passato da compagno di caccia a protagonista assoluto dell’immaginario, sulla tela come sulla pagina a fumetti.

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