Il traffico illegale di cuccioli di beagle: i segnali

Il traffico illegale di cuccioli di beagle: i segnali

Dietro un cucciolo di beagle a prezzo stracciato può nascondersi un traffico illegale: ecco i segnali per riconoscerlo e le tutele di legge.

Il beagle è tra i cani più richiesti dalle famiglie: taglia media, carattere socievole, aspetto inconfondibile. Una domanda così alta attira anche chi trasforma i cuccioli in merce.

Il traffico illecito di animali da compagnia è un fenomeno strutturato, con rotte, intermediari e documenti falsificati, e chi compra senza le dovute verifiche rischia di alimentarlo senza saperlo, oltre a portarsi in casa un cane con problemi di salute e di comportamento.

Un giro d’affari da centinaia di milioni

Una stima di Coldiretti, ripresa dalla stampa nel 2020, valuta il traffico illegale di cuccioli in circa 300 milioni di euro l’anno. Le fonti disponibili descrivono il fenomeno nel suo insieme e non forniscono cifre dedicate alle singole razze, per cui non è possibile quantificare quanti beagle ne siano coinvolti.

Il meccanismo però è noto: cuccioli prodotti all’estero a costi minimi, spesso in Europa orientale, e rivenduti in Italia a prezzi molto più alti.

Cosa prevede la legge

La legge 201 del 2010, che ha ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ha introdotto in Italia il reato di traffico illecito di animali da compagnia.

La pena va da tre mesi a un anno di reclusione, con una multa tra 3.000 e 15.000 euro. La pena aumenta se gli animali hanno meno di dodici settimane di età o provengono da zone sottoposte a restrizioni veterinarie. Il traffico può accompagnarsi ad altri reati, come il maltrattamento, la truffa e la falsità nei certificati sanitari.

Le regole per portare un cucciolo in Italia. Anche di beagle

Ogni cane che attraversa il confine deve avere un microchip, un passaporto individuale e la vaccinazione antirabbica. Il microchip va applicato prima del vaccino, il vaccino può essere somministrato solo a partire dalle dodici settimane di età e devono passare almeno ventuno giorni dalla fine del protocollo prima dell’ingresso.

Il risultato è che un cucciolo in regola non può entrare in Italia prima delle quindici, sedici settimane di vita. Un cucciolo di poche settimane che arriva da un altro Paese, quindi, è per definizione fuori norma. Il distacco dalla madre non dovrebbe avvenire prima delle otto settimane di vita.

Come funziona il traffico di beagle?

Chi opera nel settore sceglie cuccioli molto piccoli, perché sono più facili da vendere. Vengono trasportati in furgoni, anche per molte ore, spesso sedati o imbottiti di farmaci per sembrare in salute. All’arrivo vengono dotati di documenti contraffatti: date di nascita false, vaccinazioni mai eseguite, microchip applicati o dichiarati in modo irregolare.

Il Rapporto Agromafie, citato da Coldiretti, segnala che in alcuni casi il commercio illegale avviene con la complicità di allevatori o negozianti italiani che inseriscono animali di provenienza illecita nel mercato regolare.

I segnali da non ignorare

Il primo campanello è il prezzo: un beagle venduto a una cifra molto inferiore a quella richiesta dagli allevamenti seri non è un affare, è un’anomalia. Segue l’età apparente del cucciolo: se sembra più piccolo di tre mesi, è probabile che la documentazione non corrisponda alla realtà.

Vanno considerati sospetti anche la consegna in luoghi neutri, come parcheggi o aree di servizio, il rifiuto di far vedere la madre e il resto della cucciolata, la fretta nel concludere e la richiesta di pagamenti anticipati.

Gli annunci online meritano la stessa cautela: foto copiate da altri siti, più razze offerte dallo stesso venditore, cucciolate sempre disponibili e telefonate che passano subito alla messaggistica sono tratti ricorrenti. Il pedigree, poi, è obbligatorio per vendere un cane come cane di razza, sia che venda un privato sia che venda un negoziante. Un beagle presentato come tale ma privo di pedigree va trattato con diffidenza.

Come verificare prima di acquistare un beagle

Il controllo più utile è far leggere il microchip dal proprio veterinario e confrontare il numero con quello riportato sul passaporto e sui documenti.

Le date contano: il microchip deve precedere il vaccino antirabbico, e il vaccino non può essere stato eseguito prima delle dodici settimane. Un’altra verifica riguarda l’allevatore: chi lavora in modo regolare dichiara l’affisso, mostra l’allevamento di persona, fornisce un contratto scritto e consente di conoscere i genitori del cucciolo.

Il registro degli allevatori dell’ENCI e la sezione dedicata alla razza della Società Italiana Pro Segugio sono i punti di riferimento per chi cerca allevamenti riconosciuti.

Cosa rischia chi compra un beagle importato illegalmente?

Un cucciolo separato troppo presto dalla madre può sviluppare problemi comportamentali, e l’assenza di vaccinazioni reali lo espone a malattie infettive gravi, con costi veterinari elevati e, nei casi peggiori, con la perdita dell’animale.

Un affetto comprensibile per un cucciolo in difficoltà non cambia il quadro: comprare un animale dai trafficanti per salvarlo finanzia lo stesso circuito che lo ha prodotto.

Cosa fare in caso di sospetto

Chi ha già acquistato un cucciolo di beagle e nota incongruenze nei documenti dovrebbe rivolgersi subito al veterinario di fiducia per una visita completa e per la lettura del microchip.

Per segnalare un sospetto traffico è possibile contattare il servizio veterinario dell’ASL di competenza, i Carabinieri o la Polizia, portando con sé annunci, messaggi, ricevute e ogni documento ricevuto. Per le questioni legate al rimborso o alla restituzione, la strada più sicura è il parere di un legale o di un’associazione dei consumatori.

Una scelta che cambia le cose

Ogni acquisto consapevole toglie spazio a chi specula sui cuccioli di beagle. Rinunciare a una consegna rapida e a un prezzo basso, chiedere documenti, vedere la madre e rivolgersi a un allevamento riconosciuto sono gesti che tutelano il beagle prima ancora della famiglia che lo accoglie.

Se sei interessato a sapere quanti beagle ci sono in Italia, clicca qui.

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